Oltre 300.000 fra balene, delfini e cetacei in
generale muoiono ogni anno perche' finiscono impigliati nelle reti da
pesca. E' il fenomeno del cosiddetto ''bycatch'', cioe' cattura accessoria
e accidentale da parte dei pescatori, che nel caso dei cetacei e' la
principale causa di mortalita', che spinge molte specie verso
l'estinzione. A seconda del metodo di pesca utilizzato si parla di cattura
accessoria o cattura accidentale: nel primo caso animali diversi da quelli
desiderati vengono sempre all'amo; nel secondo caso la cattura di animali
diversi dalle specie target non avviene in modo sistematico, ma puo'
capitare. E non sono solo i cetacei le uniche vittime: dalle tartarughe
marine alle foche, dagli squali agli uccelli marini, fino a piccoli pesci
di poco valore commerciale, fino ai coralli, sono tanti gli animali uccisi
in mare da attrezzi da pesca che raccolgono anche specie diverse da quelle
mirate. Nel complesso, secondo le stime dell'ultimo rapporto del Wwf che
fa il punto sul fenomeno del bycatch, si parla di miliardi di animali
rimasti uccisi ogni anno nel mondo. Per questo il fenomeno e' una delle
priorita' in tema di conservazione del Wwf. Ecco un quadro dei dati del
rapporto: - IL PROBLEMA: fin dallo sviluppo, circa 50 anni fa, di attrezzi
da pesca e imbarcazioni sempre piu' grandi e veloci, migliaia di km di
reti e lenze vengono piazzati negli oceani del mondo tutti i giorni.
Griglie moderne di pesca, spesso poco visibili ma solide, risultano molto
efficienti nel catturare le specie mirate, ma anche qualsiasi altra cosa
finisca sul loro cammino. Diversi milioni di tonnellate di vita marina
finiscono per essere prese non intenzionalmente, per essere poi gettate o
in alcuni casi utilizzate; - SPECIE A RISCHIO: oltre 300.000 cetacei, per
cui il bycatch e'la principale causa di mortalita'; oltre 250.000 ogni
anno fra tartarughe marine minacciate come le caretta caretta e a rischio
estinzione come le tartarughe liuto cadono nel palangrese derivante, cioe'
una lunghissima lenza con tanti ami in fila impiegata per tonni, pesce
spada e altri pesci; 26 specie di uccelli marini, incluse 17 specie di
albatro, sono minacciate di estinzione a causa di queste lunghe lenze, che
uccidono oltre 300.000 uccelli marini ogni anno; l'89% degli squali
martello e l'80% degli squali volpe e squali bianchi, sono scomparsi
dall'Oceano Atlantico Nord orientale negli ultimi 18 anni, principalmente
a causa della cattura accidentale e accessoria; - CONCLUSIONI: nonostante
alcuni pescatori responsabili abbiano cominciato ad occuparsi del
problema, mancano ancora iniziative a tappeto. La cattura non mirata
potrebbe quindi costituire il tassello finale per diverse specie marine
minacciate e contribuire al problema della pesca eccessiva di giovanili,
mettendo a rischio la sicurezza alimentare di alcuni Paesi poveri; -
PROPOSTE: il problema sta cominciando ad essere considerato dall'industria
della pesca. Alcune soluzioni esistono e altre sono in via di
sperimentazione, grazie a pescatori, governi e organizzazioni non
governative impegnati su questo fronte. Tra questi il Wwf, che sta
sperimentando alcuni sistemi di pesca alternativi, da una griglia di pesca
selettiva al Ted (Turtle excluder devices), un meccanismo che consente
alla maggior parte delle tartarughe marine di uscire da un settore della
rete, fino agli ami circolari, al posizionamento degli ami del palangrese
derivante ad una profondita' maggiore per catturare solo pesci pelagici,
reti da posta piu' sicure per i cetacei e reti selettive per prendere
pesci adulti e far uscire quelli piccoli. (ANSA). |
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