Ci
sono cassetti ricoperti dalla ruggine che contengono farmaci e materiale
per la medicazione. Ci sono siringhe già riempite di farmaci e pronte per
essere iniettate, conservate in un frigorifero domestico sporco e non
idoneo per le temperature di cui i farmaci necessitano, per un adeguato
stato di conservazione. Sono alcune delle immagini che la Guardia di
Finanza s'é trovata davanti quando ha messo piede nel canile comunale di
Barletta, che ospita centinaia di cani. Struttura che ha poi messo sotto
sequestro proprio per le condizioni in cui gli animali erano tenuti, in
una situazione di vero e proprio maltrattamento.. C'era un cane che aveva
appena subito un intervento chirurgico su un tappetino steso sul pavimento
in un ufficio e non nell'ambulatorio, trasformato invece in deposito; c'é
un recinto scoperto, privo delle autorizzazioni necessarie e, dunque
abusivo, dove gli animali rimangono per giorni interi sotto il sole
cocente dell'estate o sotto la pioggia. Le pareti della struttura sono
infiltrate d'acqua, scorticate, l'umidità é evidente. Eppure, solo nel
2001 sono stati spesi 700mila euro per i lavori di rifacimento e
adeguamento della struttura, una somma congrua secondo la Guardia di
finanza di Barletta che, questa mattina, ha posto i sigilli e ha
sequestrato il canile comunale, lungo la complanare della statale 170 che
collega Barletta ad Andria. La struttura ospita 370 animali mentre il
limite consentito dalla legge è di 200 presenze. Le indagini della finanza
sono partite dai dubbi sollevati da alcuni cittadini e animalisti su
presunti sprechi nella gestione della struttura; hanno poi portato
all'apertura di un fascicolo da parte del pm inquirente della procura di
Trani, Bruna Manganelli, e hanno accertato la violazione delle norme
prescritte dalla legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Sono stati
trovati impianti elettrici fatiscenti, condizioni igieniche penose e uno
stato di confusione nella gestione della struttura, affidata alla ditta
Eco Puglia 2004 srl di Carovigno, il cui responsabile è stato denunciato.
L'appalto per la gestione del canile, affidato dal comune, risale al 2007.
Altri, invece, si occupavano della gestione del cibo per i cani,
acquistato direttamente dal comune. Un'altra persona è stata denunciata.
Un uomo molto noto in città, da anni impegnato nella cura degli animali e
convinto di poter svolgere tale ruolo di assistenza e anche gestione del
rifugio comunale, in base ad una - pare non più valida - delibera della
vecchia giunta comunale. Non solo l'uomo non è - come diceva di essere -
un volontario dell'Enpa, ente che ha riferito ai militari di non
conoscerlo, ma non era neppure commercialista, come diceva. La procura
deciderà se stralciare dall'inchiesta sul canile questo ulteriore elemento
e procedere nei confronti del finto professionista che da 35 anni svolge
in città la professione di consulente e commercialista per decine di
aziende.
(Ansa.it) |
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