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AREZZO; AVVELENAMENTI, LIEVE CALO MA PROBLEMA GRAVE

 Ha avuto un lieve calo nel corso del 2007, ma il fenomeno degli avvelenamenti di animali e' sempre preoccupante. I dati relativi agli avvelenamenti da esche sono stati illustrati in una conferenza stampa dall'assessore provinciale alla caccia Roberto Vasai e dal segretario generale dell'Ente Gabriele Chianucci. Nel 2007 sono stati 82 i casi accertati di avvelenamento nel territorio provinciale, a fronte degli 85 dell'anno precedente e dei 116 del 2005. ''Dobbiamo pero' precisare che il problema e' sicuramente molto piu' grave di quanto non ci dicano questi numeri perche' sono molti i casi che non vengono denunciati dai cittadini o dai veterinari - ha spiegato Gabriele Chianucci - La Provincia e' il punto di raccordo dei dati sugli avvelenamenti perche' ha poi il compito di procedere alle tabellazioni delle zone nelle quali il fenomeno e' piu' diffuso ed e' quindi importante per noi avere la collaborazione di tutti nella raccolta delle informazioni''. Il maggior numero di episodi di avvelenamento e' nel comune di Arezzo con 18 segnalazioni, seguito da Caprese Michelangelo con 10. Nel corso del 2007 sono state tabellate quattro aree, quella della Chiassa Superiore nel comune di Arezzo, quelle di Lama e Faeta nel comune di caprese Michelangelo e quella di Casale, nel comune di Chiusi della Verna. Gli animali avvelenati sono in gran parte cani, con 49 casi, seguiti dai gatti con 21 casi. La maggior parte di questi avvelenamenti e' avvenuta in area boschiva, ma numerosi anche i casi avvenuti in area urbana o in giardini privati mirati a colpire animali domestici. I veleni sono spesso utilizzati contro la fauna selvatica, volpi e nel passato anche lupi, ma anche contro cani da tartufo, essenzialmente in Valtiberina, e contro piccioni e colombe. ''Si tratta di fatti gravi, che rappresentano anche un reato penale per chi se ne rende protagonista - ha affermato l'assessore provinciale Roberto Vasai -. I veleni utilizzati sono molto pericolosi, compreso per chi li maneggia, e possono quindi rappresentare una minaccia anche per le persone, soprattutto bambini in aree come i parchi pubblici ed i giardini''. (ANSA).

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