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Diario del Jack Russell Day 2003 a Tuscania
A cura di Chiara Caponetti
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Sabato
27 settembre, ore 13 Babbo e mamma, mi hanno promesso una gita
fuori città. Infatti, hanno preso tutta la mia roba, mi hanno
messo in macchina e siamo partiti con direzione a me
sconosciuta. Li sento parlottare di campagna, del fatto che
sia una così bella giornata da non poter rimanere in città;
di un week-end nell’aria pulita, a giocare con altri amici.
Ore 14.30 È vero, siamo in aperta campagna!!! Il posto è
molto bello, pieno di prati, di profumi e di amichetti da
conoscere. Una ragazza magra e simpatica ci accoglie all’ingresso
della casa, parlotta un po’ con i miei, consegna un nastro
giallo con un numero e ci dice che possiamo spassarcela dove
vogliamo. Tra una mezz’ora, poi, inizieremo a giocare.
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Ore 15 Un signore con la barba spiega il regolamento del
gioco. È una caccia al tesoro, che bello! Sono già pronto a
correre per l’azienda e ad aiutare i miei genitori a
vincere, devo solo aspettare che diano il via e cercare di
distrarre tutti gli altri così arrivo primo!
Ore 15.30 Viaaaaa! La caccia è iniziata! Non sono stato molto
attento alla spiegazione del regolamento; comunque ho capito
che devo cercare delle cose buone da mangiare attaccate a dei
nastrini colorati e, soprattutto, tutte le cose naturali più
strane che mi capitano sotto al naso. Babbo e mamma ogni tanto
si distraggono, confusi dal panorama e dalla necropoli etrusca
dentro la quale stiamo giocando; io sono più bravo, attento e
con gli occhi bene aperti, non mi lascio confondere da nessuno…anche
se quella amichetta davanti a me è davvero carina.
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Ore 15.50
Quella faccia tosta di Enzo mi ha appena soffiato da sotto il
naso un fantastico zoccolo di cavallo! Dio, come lo odio. Me
ne ero accorto prima io, non è giusto. Oltretutto, babbo e
mamma sono anche diventati amici dei suoi, quindi continueremo
a cercare assieme ed io non avrò mai la possibilità di
vincere!
Ore 16 Ho
conosciuto Jessy, sembra simpatica e anche una grande
cercatrice. Se ne va in giro con quell’aria spavalda e
sicura di sé, da sembrare davvero una vincente. Mi dicono
arrivi da Gorizia; sapevo che le friulane avevano la fama di
essere bone, ma questa è addirittura uno schianto! Che forza,
ha appena trovato
un cranio di animale morto. Quando si dice avere il fiuto! Io,
nel mio piccolo, ho trovato un nido di vespe per fortuna
disabitato, altrimenti sai le risate degli altri concorrenti a
vedermi con la faccia gonfia di pizzichi? |
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Ore 16.30
Stiamo tornando al posto della partenza, adesso ci offriranno
qualcosa da bere e poi ci sarà la definizione dei punteggi.
Io sono stato davvero bravo: ho trovato un cranio (alla faccia
di Jessy che pensava di essere la più brava), un nido di
uccello vuoto e un fossile di non so che cosa. Di nastrini,
invece, non ne ho trovati tanti: solo tre con tre biscotti
attaccati. Mamma li ha lasciati tutti a me. Buoni, molto
buoni.
Ore 16.45 È
iniziata la cernita dei tesori! Io ho capito che non m’importa
granché vincere, l’importante è aver fatto questo
bellissimo giro, aver conosciuto tanti amici (anche se alcuni
mi stanno proprio antipatici!), aver mangiato i biscotti e
essermi divertito assieme a babbo e mamma. Ci sono alcuni di
noi che si sono davvero impegnati, Jessy è stata la più
brava in assoluto. Ha trovato un sacco di cose belle e tanti
biscottini, talmente tanti
che la sua mamma ne ha regalati un po’ in giro per evitarle
il mal di pancia. Ci sono anche tanti altri di noi che,
invece, non hanno avuto troppo fiuto e hanno trovato poca
roba. Non vinceranno sicuramente, però, a sentire i loro
commenti deduco che si sono
ugualmente divertiti tantissimo e che hanno passato una bella
giornata all’aria aperta.
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Ore 17.00 Sono arrivato secondo!! Indovina chi ha vinto?
Quella sagoma di Jessy! Ha fatto un sacco di punti, trovato
tantissimi ossi e cimeli naturali, rametti di piante ìche bisognava cercare e in tutto questo è anche
riuscita a divertirsi, a fare amicizia, a guardare il
panorama e a rincorrere tre lucertole e due uccellini!
Ha tutta la mia ammirazione e spero un giorno di
diventare un grande cacciatore come lei.
Ore 18.00
Tutti in albergo a prepararsi per la cena sociale, più tardi
rincontrerò i miei amici e potremo così
raccontarci le nostre avventure di oggi pomeriggio e
magari scambiarci qualche biscottino a vicenda.
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Domenica 28 settembre, ore 9 Uffa, piove e tutta Italia è
senza luce! Stamattina mi sono svegliato presto, emozionato
dai giochi che avrei fatto oggi e ho visto la pioggia. Ho il
cappotto, è vero, ma odio le pozzanghere troppo profonde; mi
bagno sempre tutta la pancia. Ieri sera abbiamo cenato tutti
assieme: mi sono divertito un sacco. E, soprattutto, c’era
anche lei anche se ad un altro tavolo. Ho provato ad attirare
la sua attenzione ma quel gradasso di Paffy le faceva gli
occhi dolci. È solo perché erano vicini di tavolo che lui ha
avuto la meglio, sicuramente non perché sia più bello o più
simpatico. Con tutto quel pelo arruffato, ma chi si crede di
essere? Comunque, a parte questo, mi sono davvero divertito. I
miei hanno mangiato tantissimo, parlato con nuovi amici e poi,
dopo cena, siamo andati a fare un giro in Tuscania. Bello,
mica come la grande città. Qui puoi quasi andare in giro
senza controllo che tanto le macchine non ti investono. E poi
ci sono un sacco di gatti e di odori buoni. E stamattina,
invece, la pioggia. Spero che usciremo comunque dall’albergo
e andremo all’appuntamento; io devo scambiare il mio
indirizzo con gli altri, devo salutare un po’ di amici e
soprattutto salutare Jessy.
Ore 10 Abbiamo raggiunto tutti gli altri, non è più nel
posto di ieri; questo è un bel parco nel centro storico della
città. Continua a piovere a dirotto e continua anche a
mancare la luce. Uffa, però. Anche babbo non è per nulla
contento e questo cappottino che mi ha messo la mamma mi dà
un gran fastidio. Mi fa sentire goffo e impacciato, speriamo
che me lo levi prima che arrivi Jessy, sennò sai che
vergogna!
Ore 10.10 Non si capisce bene cosa accadrà oggi. Gli
organizzatori stanno cercando di scoprire cosa si può fare,
se il black-out durerà ancora a lungo, se la pioggia
cesserà. Io vorrei restare, già che siamo qui continuiamo a
giocare anche se ho la pancia tutta bagnata.
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Ore 10.30 Purtroppo tanti amici sono ripartiti, che peccato
però. Babbo ha deciso di restare, io ho fatto una figuraccia
perché lei è arrivata proprio nel momento in cui mamma mi
stava asciugando i piedi. Che vergogna! Lei era bellissima, in
un cappottino aderente rosso, con quell’aria da principessa,
come se l’acquazzone non le desse minimamente fastidio.
Ore 10.45 Gli organizzatori hanno deciso di farci giocare
comunque, almeno di farci fare la corsa alla volpe o come si
chiama esattamente quel gioco lì. Avremmo dovuto farne di
più, di giochi; erano previsti salti, corse di velocità e
esibizioni delle nostre migliori capacità ma, per colpa di
questa pioggia, ci sarà solo la corsa tutti insieme. Non so
se quello spavaldo di Paffy è ancora qui, l’ho intravisto
stamattina e poi l’ho perso di vista; riuscissi a dimostrare
di essere più veloce di lui, magari, lei si accorgerebbe
anche di me.
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Ore 11 Sono iniziate le corse, qui piove sempre di più e
Paffy credo sia andato via. Ho fatto amicizia con gli
organizzatori: Beppe è simpatico, si crede di essere un po’
chissà chi però, d’altra parte, dice di essere il padrone
di casa e quindi lo lascio stare, poi ho conosciuto le romane
Olivia e Tea (quest’ultima è un’appassionata di pesci, ho
sentito dire che li sa pescare come una vera cacciatrice
africana. Si mette lì, col naso affacciato sull’acqua e
aspetta…quando passa un pesce, ciaff, affonda la faccia e lo
prende al volo. Vedessi che roba! Magari riuscissi a farlo
anch’io!).
Ore 11.50 Ho corso anch’io! Senza Paffy, però e non ho
guardato se lei si è accorta di me. Comunque ho corso bene,
nonostante la pioggia e il freddo, e poi, mamma mi ha tolto il
cappottino per cui sono già contento così!
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Ore 12.30 Hanno deciso di sospendere i giochi, piove troppo e
rischiamo tutti quanti di buscarci un raffreddore. Ora andremo
a pranzo al ristorante, dovrò comportarmi bene ed essere
educato.
Ore 15 Sono stato molto bravo, eravamo tutti nello stesso
ristorante ed io ho potuto parlare con un sacco di amici. C’erano
anche gli organizzatori anche se Beppe ha preferito mangiare a
casa. Ora siamo di nuovo alla grande casa di campagna di ieri,
ho scoperto che si chiama Casa Caponetti ed il proprietario è
davvero Beppe. Beppe Caponetti, non suona male. È la sua
famiglia che da 7 anni organizza questo raduno, ci ospita per
due giorni e si diverte assieme a noi.
Oggi pomeriggio siamo tornati qui per fare la premiazione.
Anche se ormai sono andati via quasi tutti, la ragazza magra e
simpatica di ieri ci ha detto di tornare qui. Ha smesso di
piovere, ormai e possiamo ancora un po’ approfittare del
prato verde. Mamma era un po’ indecisa se venire o meno, io
sono tutto bagnato e lei ha paura che mi possa ammalare; anche
babbo era un po’ titubante, ma quando ho scoperto che ci
sarebbe stata anche Jessy, ho fatto carte false per tornare
là…e ci sono riuscito.
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Ore 16 Peccato, tutto è finito. Io sono in macchina e stiamo
tornando verso casa. Lei è rimasta là, ho saputo che
partirà domani mattina per tornarsene a Gorizia. Non ho
nemmeno il suo indirizzo. Sai che ti dico? Il prossimo anno
sono di nuovo qua, non vedo l’ora di rivederla, sperando che
la pioggia questa volta ci lasci in pace. Alla prossima volta,
allora! Una leccata sul naso a tutti! Nippy
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Chiara Caponetti
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F I N E |
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