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Il 10 giugno del 1907 partiva da Pechino la piu' avventurosa corsa della storia del'automobilismo. L'equipaggio Italiano era composto dal principe Scipione Borghese già noto per i suoi viaggi avventurosi, il giornalista Luigi barzini inviato speciale del Corriere della Sera ed il meccanico personale del Principe Borghese, Ettore Guizzardi. Delle 25 vetture iscritte solo cinque si presentarono alla partenza, le difficoltà organizzative e intrinseche della gara scoraggiarono molti iscritti a Parigi. A tale proposito così scriveva Luigi Barzini: "Non v'è che discutere un progetto per finire col trovarlo assurdo; l'entusiasmo si rinvigorisce con l'azione, ma si perde parlando". L'auto scelta per la prova era una Itala 35-45 hp particolarmente robusta ma molto pesante. Le altre auto erano due De Dion-Buton, una Spyker e un triciclo Contal. Si pensava che le vetture piu' leggere potessero districarsi meglio nei terreni accidentati, ma la vittoria fu' invece della massiccia e robustissima Itala praticamente "di serie"con pochissime modifiche. Dette modifiche riguardavano l'aggiunta di 2 serbatoi supplementari da 150 litri cadauno, (piu' serbatoio di serie 83 litri) un serbatoio da 50 litri per olio motore e uno della stessa capacità per l'acqua potabile. Il diario di bordo riporta pochissime rotture, la frizione fu parzialmente revisionata solo a Mosca, il cambio arrivo' imtegro, il ponte ed il differenziale egualmente integri all'arrivo. Detti risultati furono raggiunti sia per la leggendaria robustezza della vettura Itala sia per l'abilità organizzativa di Scipione Borghese; a tale proposito ecco il ritratto del principe fatto dal giornalista Barzini: "Si sentiva in lui il predominio del cervello sul cuore, della volontà sulla sensibilità......una volta partito avrebbe fatto tutto il possibile per trionfare .....ebbi immediatamente fiducia in lui". Altro protagonista insostituibile dell'impresa, il meccanico Guizzardi, chauffeur personale di Borghese. Ecco la descrizione che fa di lui Barzini:"....la prima volta che lo vidi ,era sdraiato sotto l'Itala, supino, immobile, con le braccia conserte. Al primo momento credetti che lavorasse. Invece si divertiva. In viaggio mi sono accorto che quella era un delle sue posizioni favorite, un suo passatempo, si sdraia sotto l'automobile e la contempla, bullone per bullone, pezzo per pezzo, vite per vite. E si intrattiene a lungo in quegli strani colloqui con la sua macchina". Questa è una brevissima cronaca di quel viaggio impossibile, oggi si direbbe una avventura "no -limits". |
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La partenza da Pechino il 10 giugno 1907. Il principe aveva ispezionato a cavallo i primi 500 km di percorso! Lo scopo, la misurazione con una canna di bambu' (tagliato della larghezza dell'auto) dei valichi e sentieri di montagna da percorrere. La prima parte del percorso subito difficilissima consisteva nel superare le montagne cinesi su sentieri impervi dove l'auto fu letteralmente trainata con funi da decine di uomini e animali. |
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Le dificoltà continuavano anche nelle pianure dove le piste appena accennate spesso facevano sprofondare l'Itala in profonde buche. Le quasi 2 tonnellate della auto e la ridotta sezione delle gomme rendevano spesso la marcia impossibile,solo con l'aiuto delle braccia si riusciva a proseguire. . |
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Dopo i sentieri tagliati nelle rocce si apriva la Mongolia con le sue praterie e deserti sconfinati. Curioso e pericoloso spesso era l'incontro con popoli che mai avevano visto mezzi a motore. Nel deserto dei Gobi l'Itala raggiunse velocità "vertiginose" superiori a 90 km ora, purtroppo all fine del deserto li attendeva una zona paludosa, ricca di fiumi e laghi. Il 21 giugno arrivavano nella città di Urga dopo aver distanziato gli altri concorrenti. In alcuni casi l'Itala venne smontata, alleggerita della carrozzeria e trainata per liberarla dalla morsa del fango. |
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Durante la gara dopo ore di immane fatica si montava l'accampamento. L'attraversamento dei numerosi fiumi in prossimità del confine Siberiano avvenne con battelli di fortuna rischiando spesso il disastro. Nei pressi del confine Mongolo-Siberiano la gara attraversava luoghi praticabili esclusivamente a cavallo, ma l'ostinazione dei partecipanti sospingeva le grandi ruote dell'Itala sempre avanti..Scriveva Borghese qualche mese dopo la conclusione del viaggio:.."c'è chi dice che il nostro viaggio una sola cosa ha dimostrato cioè: che non si puo' andare in automobile da Pechino a Parigi." |
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Dopo il Lago baikal e l'attraversamento di altri fiumi entravano nella foresta Siberiana, la velocità media di marcia miglioro' ma il clima, da caldo secco divenne freddo e piovoso. I rifornimenti di combustibile venivano assicurati quando era possibile ad intervalli di circa 250 km, ma per ogni evenienza appunto l'Itala disponeva di una riserva da 300 litri capace di assicurare circa 800 km di autonomia. |
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In territorio Russo le condizioni del viaggio miglioravano, spesso le strade erano abbandonate ma sicuramente migliori rispetto a quelle della Cina. In alcuni casi venivano utilizzati dei tratti di ferrovia della Transbaikalia, mitica ferrovia che attraversava tutta la Russia. Durante il percorso in territorio Russo l'Itala fu coinvolta in un principio d'incendio, uragani di sabbia, pioggia, guadi, traversate su barche, crollo di ponte, paludi, innumerevoli impantanamenti nel terribile fango siberiano. Trà i tanti episodi incredibili la ricostruzione di una ruota a raggi dell' Itala creata in sette ore a mano in maniera perfetta da un falegname presso la città di Perm. |
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Dopo aver attraversato i monti Urali e altre vicissitudini l'equipaggio raggiunge finalmente dopo Nishnii-Nowgorod la "buona" strada. Raggiungono Mosca il 27 luglio, Berlino il 5 agosto e finalmente Parigi il 10 Agosto! Si concludeva cosi' l'epica corsa attraverso paesi sterminati, 60 giorni di viaggio, 16.000 km percorsi dei quali 12.000 su strade non asfaltate e impossibili o appena tracciate, un viaggio lungo quanto "la metà del mondo". |
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